Luna F.

I'm a Gypsy. I'm curious.
I'm a bottomless pit.

E’ in giornate come queste - le prime grigie, spente e fredde giornate invernali - che mi torna in mente la Piacenza estiva. D’estate si è tutti più leggeri, senza il peso di cappotti, sciarpe, berretti e guanti ad opprimerci. Anche il pensiero e lo sguardo sono più leggeri, liberi di vagare tra giochi di colori, acqua, risate, cortili, luci e ombre.

Ma in fondo anche l’inverno mi piace. Guardato aldiquà di una finestra, nel tepore di una coperta, con una tazza calda di latte e miele, e un buon libro.

Piacenza, Italia (2013)

© Luna Ferrari

Einstein disse che “la crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi.” Oltre che attenzione pubblica.

Ciò che è accaduto in Filippine ai primi di novembre in seguito al tifone Haiyan/Yolanda è senz’altro una disgrazia, ma come spesso accade in queste occasioni, anche un’opportunità. L’opportunità di far conoscere uno straordinario paese e l’altrettanto straordinario spirito di persone che convivono con catastrofi naturali, povertà e disagio da sempre, ma sempre con il sorriso sulle labbra.

A gennaio tornerò in Filippine, e non vedo l’ora di portare indietro qualche nuova immagine, sperando di stimolare soprattutto la curiosità di chi avrà già spostato la sua attenzione sulla prossima calamità.

Where would you wanna be right now?

Bohol, Philippines (2010)

Terminata la vendemmia (di cui giuro scriverò, insieme a tante altre belle cose che mi sono capitate ultimamente, ma DOPO la consegna della tesi a fine mese..sigh!), sembra sia arrivato per me il tempo di raccogliere altri frutti!

Su Food Inspiration - portale multimediale olandese dedicato ai professionisti del settore food - è uscito oggi l’articolo di una mia collega dell’UNISG intitolato “Koning van de wijnen” (ndr. “Il Re dei vini”). Karin Egberink, giornalista enogastronomica e membro attivo dello SFYN di Utrecht, mi chiese a fine luglio dell’anno scorso di seguirla a Barolo, insieme alla Sommelier americana Jess, per scattare qualche foto che avrebbe accompagnato l’intervista ai proprietari dell’Azienda Agricola G.D. Vajra.

A Barolo tornai in più occasioni durante il periodo trascorso a Bra, ma di quella giornata ricordo molto bene l’accoglienza di Milena e Aldo nella loro azienda, il racconto della loro storia d’amore e l’interessante paragone filosofico di Milena tra alcuni dei loro vini, e i tratti caratteriali suoi e di suo marito, la disponibilità dei loro collaboratori.

Alla visita in cantina, seguì una passeggiata tra le vigne e un’educativa degustazione di prodotti Vajra, nel corso della quale ci fu data qualche nozione storica sui vini del territorio e sull’azienda.

Più che un lavoro, un pretesto per passare una rilassante giornata nelle beneamate Langhe.

Barolo - Piemonte, Italia (2013)

© Luna Ferrari per Food Inspiration (Olanda).

Come una bambina la mattina di Natale. O semplicemente come me stessa quando sperimento un nuovo sapore. Insomma, la prima pubblicazione delle proprie foto su una rivista che puoi tenere tra le mani e sfogliare (e la consapevolezza che lo farà anche un pubblico a te sconosciuto) è un avvenimento decisamente emozionante.

Vi lascio le mie immagini preferite (pubblicate e non) della domenica di luglio passata tra i Colli del Tortonese, a cavallo tra Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Liguria. Un crocevia e una zona così vicina a casa, ma sconosciuta, e forse proprio per questo particolarmente piacevole da scoprire.

Ringrazio Eugenio Signoroni e Alberto Farinasso di Slow Food per la divertente collaborazione e per avermi portato con loro a conoscere artigiani carichi di umanità, disponibilità e simpatia, oltre che di passione per il loro lavoro come Riccardo Franzosi (Birrificio Montegioco), Marco Bernini (produttore di formaggi di Pozzol Groppo assolutamente fuori dagli schemi che ha rivoluzionato la mia idea di formaggi a latte pastorizzato) e Pigi (credo il suo ritratto non abbia bisogno di commenti aggiuntivi. Nemmeno i suoi salami).

Durante questa intensa e caldissima giornata ho avuto il privilegio e il tempo per conoscere e familiarizzare con questi produttori, ascoltare la loro storia e filosofia, nonchè di visitare il Birrificio Montegioco e provare non-ricordo-più-quante birre diverse (quelle acide incluse). E’ un lavoro sporco e duro, ma qualcuno lo dovrà pur fare. Le birre di Riccardo sono state peraltro un’ottima occasione per continuare il mio lento e inesorabile avvicinamento al mondo delle birre artigianali (cominciate ad apprezzare solo quest’anno).

Fotograficamente parlando, non era ancora stato definito che taglio avrebbe avuto o di cosa avrebbe parlato esattamente l’articolo. Il mio intento è stato quello di cogliere lo “spirito del luogo”, momenti, il carattere dei diversi produttori e gli eccellenti prodotti condivisi durante la giornata. Le location e una meravigliosa luce naturale nel magazzino e nella cantina di Riccardo sono stati tremendamente d’aiuto, post-produzione necessaria assolutamente minima.

Colline del Tortonese - Piemonte, Italia (2013)

© Luna Ferrari per Slow. La rivista di Slow Food.

Dubbi amletici: “Scrivere, o non scrivere, questo è il dilemma”

Ho sempre pensato di essere più capace nella comunicazione visuale che in quella verbale. Dapprima con il disegno e poi con la fotografia, le immagini sono state per me, fin da bambina, un canale immediato. Quel che tento di fare quando scatto è trasmettere la curiosità, l’incanto e lo stupore che provo nell’osservare scene, paesaggi, volti o cibi, per condividere con gli altri un pizzico di quella stessa emozione che ha vibrato nella mia “pancia” mentre premevo sul pulsante dell’otturatore.

Da qualche tempo però, questo dogma che mi porto dietro da anni è stato messo in discussione da un’insolente domanda: “Quindi vorresti scrivere?”

Circa due mesi fa ho terminato una meravigliosa e unica esperienza di quattro mesi con una casa editrice indipendente che si occupa di alta gastronomia, la Vandenberg Edizioni; a molte persone con cui parlo è chiaro che se ho lavorato per una casa editrice e studiato comunicazione, la mia aspirazione è quella di diventare scrittrice o giornalista.

Ho tentato più volte di spiegare che a mio avviso una persona dovrebbe cercare di fare ciò che meglio le riesce, e quel meglio per me non è mai stato scrivere.

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This man is unconditionally in love with me since before I was born, and I love him back.

To me he is like anolini, the traditional meat-filled ravioli from Piacenza served in steaming broth. You may not fancy it every single day and you may not like all the time the way they’re done, but they’re always comforting and a solid dish of cucina piacentina.

My dad taught me how to eat, to appreciate variety and to be curious about what’s on the plate in front of me, as well as the joys of sharing food with the people you love.

I will never stop arguing with him nor thank him enough.

Sneaking around Cracco (the restaurant, not him).

Milano, Italy (2013)

© Luna Ferrari

Sourdough bread making at Panificio e pasticceria Spreafico.

Gera Lario, Italy (2013)

© Luna Ferrari

View of the mountains from the Natural Reserve of Pian di Spagna and Lake of Mezzola and wild herbs gatherer.

Colico, Italy (2013)

© Luna Ferrari

Slow Fish.
Genova, Italy (2013)
© Luna Ferrari for Cook_inc.

Slow Fish.

Genova, Italy (2013)

© Luna Ferrari for Cook_inc.

Chef Paolo Lopriore, Il Canto restaurant.

Siena, Italy (2013)

© Luna Ferrari for Cook_inc.

Certosa di Maggiano.

Siena, Italy (2013)

© Luna Ferrari for Cook_inc.

Mom’s birthday.

Bramaiano di Bettola, Italy (2013)

© Luna Ferrari

Farmer Giorgio Casilli at Sant’Ambrogio’s Market.
Florence, Italy (2013)
© Luna Ferrari

Michelin starred Restaurant (and business) La Subida is owned by the family of Loredana and Josko Sirk. A place I can’t wait to go back to. Dishes by Alessandro Gravagna.

Cormons, Italy (2013)

© Luna Ferrari